R.S.V.P.

A tutti voi nell’etere, amanti degli animali, ho un annuncio importante da farvi: regalo pezzi di cucciolo di cane che ho inavvertitamente investito ieri sera. Guidavo ubriaco sfinito con la testa fuori dal finestrino per evitare di vomitarmi addosso o di addormentarmi al volante. L’aria gelida notturna mi impediva di tenere gli occhi completamente aperti, a costo di una lacrimazione eccessiva e dolorosa; cosicché non l’ho nemmeno vista la povera bestia. Ma dal sobbalzo che ha fatto la mia vettura o era un cane di grossa taglia oppure era un ausiliario del traffico in anticipo sul lavoro. O forse si trattava di uno di quei dossi abominevoli che vanno tanto di moda nei centri cittadini. Qui a Spilimbergo (PN) ce n’è uno talmente alto che sulla sommità è previsto nevischio nel pomeriggio. Non di rado vedo qualche extracomunitario, che non si può permettere uno skypass giornaliero, risalire il passaggio pedonale con scarponi e una tavola di compensato. A volta quando l’automobile vi sale sopra, in prima, mi fermo a scrutare il panorama e fumare una paglia. Siccome lassù mi si condensa sempre il respiro rischio spesso iperventilazione e anossia cerebrale. Una ricerca statistica pubblicata da qualche stronzo a progetto che lavora in comune, ha rivelato che in tutto lo spilimberghese soltanto quattro persone si dicono favorevoli ai dossi stradali: una famiglia di immigrati boliviani che dicono di sentirsi un po’ a casa quando attraversano la strada. Non mi capitava di fare tanti saliscendi in macchina da quando seguivo le puntate di Hazard in televisione. Fortuna che la mania per i dossi non è in diretta connessione con la passione degli urbanisti per le rotonde. Ve lo immaginate il mostruoso ibrido rotonda+dosso? Tondosso. Un minotauro stradale dove dovreste stare soprattutto attenti ad evitare gli stambecchi (wolf) in discesa libera.  Proprio l’altro giorno, di buon mattino, mentre stavo percorrendo la statale che porta a Udine (UD) e calcolavo mentalmente una velocità di crociera che mi permettesse di affrontare la circonferenza della rotonda, senza che la tangente centrifuga mi spingesse all’interno della vetrata del bar all’angolo, vidi un ausiliario ANAS  intento a bagnare delle piante al centro della suddetta rotonda. La pompa gialla era collegata al rubinetto esterno di una casa a fianco e attraversava come un raggio barzotto la strada. Ogni volta che una macchina ci passava sopra, la pressione dell’acqua della pompa si azzerava e l’ausiliario del traffico tirava una bestemmia. In quattro minuti di ora di punta deve aver perso la sua vita eterna più quella dei suoi famigliari a carico per un lavoro del tutto superfluo e anche leggermente ingrato. E’ stato allora che mi sono chiesto quali soluzioni percorribili potrebbero profilarsi per abbellire l’interno delle rotonde.

1) Installazioni artistiche. Sempre a Spilimbergo (PN) hanno già avuto questa intuizione brillante posizionando delle installazioni musive. Anche perché Spilimbergo (PN) è la città del mosaico. Il problema non è solo che il risultato è di una bruttezza che sconcerta -tanto che viene da chiedersi se il summenzionato mosaico sia stato prodotto dall’unione italiana ciechi o da qualcuno con seri problemi di accostamento di colori – , quanto che la soluzione è relativistica. Perché se a Spilimbergo ci sono mosaici come se piovesse, a San Daniele, ad esempio, avrebbero qualche problema ad imprigionare dei maiali al centro delle strade. A meno che non siano dei maiali snelli di ultima generazione che sanno chiamare il passaggio pedonale. Oppure a Udine, famosa per un cazzo, non è che possano mettere degli enormi falli in pietra di tufo per tutta la città.

2) Delle rotonde concentriche. Così la gente stupida continuerà a girare in tondo, permettendo al resto del traffico di snellirsi.

3) L’ingresso di centri commerciali che, per l’ennesima volta, andrebbero interrati. Fatene quanti ne volete di ‘sti cazzo di centri commerciali, ma fateli sottoterra perdio. Ogni volta che vedo la piramide del Città Fiera (UD) mi chiedo quando il nuovo governo islamico-integralista egiziano ci invaderà per riaverla.

4) Il ponte sullo stretto.

5) Cabine telefoniche di importazione inglese, che non serviranno a niente ma son tanto belle a vedersi.

Insomma quando stamattina, dopo il maalox, sono andato a raschiare il cane dal parafango mi sono rimasti questi pezzi: Un orecchio (a punta), quello che presumibilmente è un pancreas canino, un pezzo di mandibola con qualche dente non spezzato, una striscia di pelle dorsale già depilata, un occhio e l’indirizzo del padrone. Il resto è inutilizzabile\invendibile.
Contattatemi ore pasti, no perditempo.

p.s. Se non riceverò offerte serie, metterò il tutto sotto formalina e lo rivenderò su e-bay.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...