Una recensione: Lana Del Rey

Papà, ma perché nessuno mi compra l’album?

Lizzy, Lizzy quante volte te lo devo ripetere? Non è colpa delle canzoni, è colpa tua che sei un cesso. Con quelle ossa sporgenti che sembri un porta-camicie auto-stirante. Gli occhi enormi, bovini che solo a guardarti viene voglia di mandarti affanculo a maggese o di mungerti. Ci fosse qualcosa da mungere poi…hai le tette così piccole che l’ultimo fidanzato ti ha disegnato altri quattro capezzoli con la biro sull’addome mentre dormivi. E quelle labbra? Te l’ho detto un milione di volte: quando un teenager guarda un tuo video deve immaginarsi la sua calda goccia di sborra che ti cola dall’incavo dell’occhio, scende lungo al linea del naso, prende la rampa della bocca e…si ferma giusto, giusto in quella vaschetta che il silicone disegna prima del labbro da babbuino. Sono quelle che gli addetti ai lavori chiamano: labbra salvagoccia o labbro dosatore.  Le tue sembrano delle uvette californiane a cui è spuntato il dente del giudizio.
Non bastasse, Elizabeth, tu non sai cantare. Hai una voce da puttanone transgender in fissa con Bocelli, sei intonata quanto Flavia Vento che cerca di imitare un coyote all’isola dei famosi.

Si ma anche Madonna non è che sia così intonata.

Madonna non saprà cantare ma ha due palle così. Tu cos’hai? E non dirmi un clitoride al di sopra della media perché non possiamo di certo metterlo in copertina su Rolling Stones.

Ma io voglio fare la cantante. Sento che è quella la mia strada.

Ma perché non ti droghi come tutte?

Sai che a me piace bere, Pa’.  Daai. Tu che hai tutti quei domini su internet dammi una mano con questa cosa delle canzoni.

Le uniche cose che posso darti sono il numero di un chirurgo plastico e un consiglio.

Avanti, spara.

055 8164789

Intendevo il consiglio…

Ah, ecco. Sei pronta? Il male si propaga nel mondo attraverso quei ridicoli sbuffi di aria che escono dalla vagina di una massaggiatrice tailandese – che sa farti eiaculare stimolandoti la prostata- mentre la sto montando da dietro, se non stessi qui a parlare con te e la tua faccia troppo simile a quella di tua madre perché non mi venga l’istinto di prenderti a pugni fino a quando assomiglierà perfettamente al chiuaua che ho investito stamattina facendo retro.
In ogni caso vedrò che posso fare per te.

 

E fu così che Elizabeth -Lizzy- Grant è diventata l’icona pop che non avrebbe mai voluto essere. Lana Del Rey, si fa chiamare. Dalla lanugine che si forma nell’ombelico, soltanto che la sua non puzza, dice. In realtà è un mix tra il nome dell’attrice Lana Turner (famosa per pellicole come: Lana coi lupi, La Nacchera, Turner e il casinaro) e il modello di una Ford, Del Rey, appunto: la prima automobile posseduta da Jason Priestley, prima che diventasse Brendon Walsh in Beverly Hills.

Elizabeth, Elizabeth. Dove cazzo sei? Vieni a vedere. Più di 20 milioni di utenti hanno visualizzato quella cagata che hai il coraggio di chiamare canzone su youtube. Con quel video poi…non era meglio la mia idea? Quattro sbarbatelli che si tirano una sega sopra un tuo poster? Tanto in quei tre minuti di lagna a voglia che riescono a venire. I miei statisti dicono sia una delle categorie più cliccate su tubegalore. Magari la proviamo per il prossimo, che ne dici?

Sai benissimo che la mia immagine dev’essere sexy e retrò, non porno. Al limite un soft core appena percettibile.

Ammazza Elizabeth! Nun te se po’ vedè. Nasconditi dietro ad un burqa, per l’amor diddio.

Se i avessi dato il nuero di un vero chirurgo plastico ora riuscirei a dire noralente le ee.

Si dà il caso che il dottor Jabelnsky sia il chirurgo plastico di cani di v.i.p. più in voga qui a Lake Placid. Ha rifatto il naso del carlino di Mariah Carey. Ha cambiato il sesso del bulldog di High Hefner e ha anche sparato a 50 cent, once.

Ti sembro un carlino, io?

Sembri un quadro svedese dipinto da George Braque.

E’ pronto l’album, pà?

Il produttore disce che dopo la quarta ce se abbiocca alla grande, ma che tanto basta pe’ vende a quei quattro mollaccioni, piscialetto, segainmano un paio de mijoni de daunlod. T’avevo detto o no che ce pensava papàtuo? Piuttosto datte da fa’ co’ sti testi che mancano solo quelli.

Sono indecisa. Voglio metterci qualcosa di forte, qualcosa che rimanga in testa, qualcosa di potente, evocativo e provocatorio.

Mettice quello che te pare ma se voi un consiglio parla del bukkake.
Sesso e sordi so’ quello che fa girà er monno, bambì.  De che artro voi parlà: daa crisi? Lo spread? Del perché nun te sei rifatta pure le zinne? De che voi parlà, amò?

Grande papà mi hai dato una superideona. E siccome sono già ricca prima di fare uscire l’album ti annuncio che mi sono rotta le palle del New Jersey e che me ne vado ad abitare a Londra mentre mi finite l’album.

Guarda de diventà lesbica come quell’altro cojone daa ‘mico tuo: Tiziano Ferro.

Money is the reason,
We exist
Everybody knows it,
It’s a fact kiss, kiss.

(canticchia)

Ammazza. Tappa quella fogna Elizabeth che nun te se sente. Dovresti annà a cantà al Saturday Night la prossima settimana? Meglio se te porti ‘na carogna de cane e disci che è lui a cantà.

Rozzo.

Money is the anthem
Of success
So before we go out
What’s your address?

(ricanticchia).

I motivi per cui Lana Del Rey è sulla bocca di tutti sono pochi e risaputi. Ma i motivi per cui dovrebbe essere famosa sfuggono alla mia comprensione. Ad ogni inquadratura mi sembra che trasudi l’essenza stessa del bluff. Ma quello che più mi diverte è come il mondo dello showbiz riesca a creare aspettative grazie a quegli elementi che dello showbiz non fanno parte, anzi che solitamente si mettono in atteggiamento provocatorio e ostile nei confronti del mainstream. Sono loro, oltre al classico ‘tavolino’ dove un’icona pop contemporanea viene assemblata in carne & lyrics, ad aver alimentato questo falso mito. Di chi sto parlando? Ma degli ‘addetti ai lavori’ naturalmente, coloro che ne capiscono, annusano e scovano. E poi mentono per non dover ammettere d’aver preso una cantonata.

1) Perché non si dovrebbe concedere il beneficio del dubbio ad un’artista anche se dichiaratamente pop?

Primo perché già l’idea che qualcuno pensi e confezioni un personaggio diluendolo in un immaginario tanto derivativo quanto finto è una disgustosa manovra marketing.

2) Ma non si dovrebbe giudicare un contenuto dall’etichetta…

Vero. Ma è altrettanto vero che di pop mainstream stiamo parlando. Che ci siano le borchie della signora Ciccone, gli ammiccamenti della Aguilera, i ciuffi di Rihanna o il baule stationwagon di J.Lo poco importa. Tanto più se l’immaginario in questo caso è rappresentato da un canotto infilato in un vecchio costume di scena di Duffy. E con la voce di Enrico Ruggeri.

3) Ma ‘noi del settore’ ci interessiamo alla musica e musicalmente Lana Del Rey è un perfetto costrutto pop.

Ma da quand’è che il pop fa figo? Questa roba l’abbiamo sempre evitata come la peste. Non vi immagino diciottenni a stringere tra le braccia il nuovo lp con Britney Spears in baby doll. Lana del Rey è una lagna da re. Qualche contaminazione r’nb, quando non hip hop, giusto perché Videogames non ci aveva smaronato abbastanza con quell’aria sepolcrale e vestale allo stesso tempo che è come ungere di sborra il volante. Allora sotto con l’interdisciplinarietà altrimenti finisci come la tua collega Lizzt Grant che ha scritto un album noioso come Carlo Pellegatti che non commenta il Milan e che è dovuta diventare altro da sé per poter scopare con uno famoso. O con uno non famoso che scopando con lei diventa famoso: la parabola di Brian Austin Green. Nessuno qui afferma che una bella canzone pop non abbia alcun valore. Solo che le canzoni pop sono quelle che ti incastrano il ripetitore intracranico e se ne escono solo dopo che ti sei risciacquato dal dous-dous sotto lo scroto. Più di quello che vita vuoi mai che cambino?

4) Ma la musica è cambiata e anche gli ascoltatori…

Anche fosse vero alla quinta canzone non arrivi senza una cassa di red bull. Non ce la fai. C’è lei che latra con questo timbro da ‘no-quello-non-è-il-pomo-d’adamo’ che ti chiedi se sia una canzone o un mattatoio comunale. Saranno anche cambiati i gusti degli ascoltatori ma Lana del Rey non sa nemmeno dire le ‘emme’. Sembra Alba Parietti senza un’opinione inutile. I suoi testi fanno tenerezza e rabbia allo stesso tempo. Mescola due cose che c’entrano zero. Almeno Marylin Manson s’era scelto l’alter ego da una succhiacazzi presidenziale e da un predicatore\killer di massa. Questa da una Ford. Dico io, una Ford.

Magari dal prossimo x-factor uscirà Nicola Multipla (Nicola dal nome di capitan Schettino e Multipla dall’avvenente auto della fiat) oppure Belen SW 3.0, come una cazzo di Mercedes. Vabbè che tutto ha un prezzo, ma i miei gusti non sono in vendita.

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4 pensieri su “Una recensione: Lana Del Rey

  1. Più leggo e più adoro leggerti.
    Lana Del Rey è diventata la mia nuova icona pop. Mi iscrivo al suo fuck club…

    P.S.: non l’ho mica trovata su tubegalore… LoOoOoOoL

  2. Mmh mi sembra chiaro da tutto quello che scrivi che il tuo problema é solo uno.. Sborra di qua, cazzi di la ecc.. Saresti da denuncia se qualcuno ti leggesse davvero.. Sei fortunato che questo non accade. Buona sega su youporn..

    • Commento importante il tuo. La domanda quindi sorge spontanea: visto che sei l’unico\a a leggere perché non mi denunci tu? Coglione\a.
      Ma poi…youporn? Davvero? Guarda che è il 2014…

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