2013 La Fortezza

Starring Mario Monti as Christopher Lambert

Ci voleva il video. Altroché. O una registrazione audio delle frasi del min.Riccardi. Dopo l’avrei usato come suoneria dei messaggi per ricordarmi quotidianamente di quanto quest’Italia di incontentabili scontenti sia bagascia. Se ti toccano l’orticello (e con questo non includo certamente i Valsusini) blocchi le autostrade, fermi i taxi, serri le farmacie. Di più: basta una leggera delegittimazione e apriti cielo. Almeno questo è ciò che uno potrebbe pensare a leggere gli organi di stampa. Poi ti addentri velocemente nella questione andando a rileggere le dichiarazioni incriminate e ti rendi conto che Riccardi non ha detto nulla per cui andare o orgogliosi o di cui indignarsi, in base alla parte della barricata in cui vi trovate. Almeno avesse detto la verità:<< Alfano fa schifo al cazzo>>. Poi la rettifica:<< Intendevo esteticamente>>. Si vede che i senatori Pdl sentono aria di mobilitazione. C’hanno il nervo scoperto. La loro nullità politica non è rappresentata solo dalla loro comprovata incompetenza, ma si riflette in queste bagarre puerili. Ma ancora parla Gasparri? Con quale coraggio gli italiani permettono a questi esseri gretti di espirare aria dai polmoni?

Bisognerebbe spiegare al ministro Riccardi che il tempo dello ‘schifo’ è finito da un pezzo. Io sono inorridito almeno dal 2001 sia nei confronti della classe politica tutta, sia nei confronti dell’elettorato che ha permesso a questi personaggi minori, questi invertebrati della decisione, questi vuoti retori dei diritti e dei privilegi, che si riempiono la bocca di concetti universali di cui non conoscono nemmeno l’etimo, di governare un paese. E i giornalisti? Hanno mai provato a fare qualche domanda scomoda. Hanno provato mai a chiedere a Berlusconi o chi per lui cosa intenda per ‘libertà’? Qualcuno si è mai sognato di approfondire la questione sul perché le riforme dei tecnocrati abbiano acciuffato l’Italia per il bavero, ad un passo del precipizio, mentre il Berlusconi IV, gigioneggiava tra legittimi impedimenti, compravendite di parlamentari e trojoni da soma?

E’ la politica degli offesi, degli irascibili, dei malpensanti. E’ il classico atteggiamento di chi debba legittimarsi instancabilmente usando le armi politiche, alzando polveroni, sbraitando ai mulini a vento. Una classe politica guardinga e sospettosa che spia il governo tecnico dal buco della serratura trattenendo il fiato per non farsi scoprire, per poi spifferare tutto ai giornali.
Bersani può mettersi il cuore in pace? Sarà stato anche regolarmente eletto alle primarie, ma la democrazia dovrebbe permettere al cittadino di capire e rimediare ai propri errori. Bersani non è una cattiva persona, ma non è nemmeno un leader. Un leader capirebbe che dopo i D’Alema e i Veltroni che hanno scolorito l’ideologia di sinistra, un programma politico a breve termine non servirebbe a nessuno. E anche se posso apprezzare l’energia con cui Bersani si è sempre profuso nello stigmatizzare Berlusconi e i suoi nani da giardino, dovrebbe anche comprendere che la critica dialettica non è servita nello smaterializzarli. Che è quello che ogni italiano con senso dello Stato si augura.

Quarantasei senatori Pdl chiedono le dimissioni del ministro Riccardi per aver detto che ‘ certi atteggiamenti politici fanno schifo ‘, sottintendendo Alfano. Che questo governo tecnico, sinora, abbia lanciato dei segnali di rinnovamento anche nel linguaggio è indubbio. Ma definire inaudite o avanguardistiche le verità di Riccardi è oltraggioso. ‘Lo schifo’ genera un sentimento di disgusto. E’ un termine generico che indica anche frustrazione per una lentezza burocratico-istituzionale che non funziona. Il concetto di democrazia, così com’è stato travisato negli ultimi vent’anni, è diventato così stringente da soffocare persino il dibattito politico. ‘Schifo’ è la constatazione di un non mestierante che, per la prima volta, prova sulla propria pelle la stessa sensazione che noi Italiani, per colpa di noi Italiani, abbiamo sopportato per anni. E allora ti turi il naso, caro Riccardi. Hai voluto la bicicletta tecnica? E adesso pedali.

Ma come dicevo, questo non è il momento dello schifo. Siete venuti in casa nostra a chiederci sacrifici perché qualcuno, con il silenzio assenso della immeritoria classe politica, si è riempito la pancia fino a scoppiare. Mi avete dato dello sfigato, avete insinuato che il posto fisso ormai è una chimera d’un altra epoca? Mi sta bene. Ma la moneta di scambio non può essere una salvezza all’ultima giornata, per usare il gergo calcistico. Non potete pensare che possa accontentarmi ‘dell’Europa’, di evitare il default, di non finire come la Grecia. Sono oltremodo convinto che la democrazia possa subire una machiavelliana sospensione. Quanto vi serve? Quattro anni? Cinque? Sciogliamo le camere e lavorate in santa pace. Tanto a che vi servono questi quattro derelitti con l’alitosi e quattro capelli bisunti appoggiati sulla capa? A niente. Sono solo numeri. Non hanno nulla di sensato da dire. Non hanno nemmeno un pensiero che sia originale o personale. Ragionano in base a norme di perpetuazione della specie, ad un consenso che non esiste se non nelle loro teste. Se il capo scuote la testa loro pigiano il pulsante rosso dell’altolà. E il capo sta fingendo un ravvedimento dell’ultimo minuto in nome di un senso dello Stato che non ha mai avuto. Ha utilizzato le istituzioni per fare una perpetua campagna elettorale. Berlusconi solo quello sa fare: campagna elettorale. Una volta al governo, vincolato da processi pendenti, dai salottini hardcore, inamidato dalle richieste della Lega ha dimostrato di essere una nullità. E permettiamo a questi smidollati di avere un’opinione?

Caro Riccardi, se davvero la pensi così, provacelo. Ti faremo avere tutto il supporto di cui hai bisogno fino alla fine del mandato. E se ci prendessi anche tu per il culo, stai certo che verremo a cercarti a fine legislatura.

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