Onorevoli

Se si ascolta l’intervento in cuffia dolby sorround c’è qualche onorevole che, al termine dell’intervento di Eraldo Isidori (dal nome sai già che è nato nell’età di von Bismarck) , aggiunge, a microfono sconsolatamente acceso, un ‘bravo, bravo’ beffardo.

Il carcere è un penitenziario, non è un villaggio di vaganza (se a = a allora non b). Si deve (impersonale) scontare  la sua pena (di lui\di lei) per scritta (o prescritta, ndr), che gli aspetta (è incinta?). Lo sapeva fare prima il reato (eh?). Io ritengo come Lega, di non uscire prima (almeno non senza giustificazione) della pena erogata. Grazie.

Un vero peccato. Un’occasione persa. Con una manciata di secondi in più, e un adeguato sottofondo musicale, mi sarei messo il discorso di Eraldo Isidori (Lega Nord) come suoneria dei primi cento giorni del Berlusconi V, almeno fino allo scioglimento delle Camere e la conseguente clausura aventiniana del Pd. Ma la domanda che il mondo intiero si pone è: chi cazzo è Eraldo Isidori?

Con gli occhialoni alla telemike nel video in questione, non si può apprezzare con pienezza lo sguardo della sua vivace intelligenza. Lasciamo allora che Camera.it ci venga in soccorso: Eraldo Isidori

Mentre la madre di questo metro e sessanta di guano verticale lo cagava fuori, insieme alla polenta e osei della sera prima, il mondo occidentale si preparava a vivere una delle sue giornate più infauste…ops, scusate, dove avete detto che è la riunione dei centri sociali?

Dicevo che il 17 giugno 1940 mentre a Macerata nasceva un grande della politica italiana, che solo 72 anni più tardi dimostrerà al Paese il suo vero peso e valore politico, la Francia capitolava innanzi all’aggressione nazista, chiedendo l’armistizio. Probabilmente mai giorno fu più nero, a fronte di un futuro ancora più plumbeo, per l’Europa in guerra. Sotto questi mirabili auspici la vita di Eraldo Isidori non poteva che essere dedita al peggio del peggio, prima che il peggio del peggio fosse surclassato da un peggio ancora peggiore (ma con la camicia buona e la cravatta in tinta).

Siccome anche a Lampedusa c’è la Lega Nord, non mi sorprende che nelle rosse Marche sia stato eletto uno dei 603 membri che compongono quel coacervo di personalità sommesse che chiamiamo Parlamento. Il coming out dell’On.Isidori è da un lato un’ allegorica e buffa conferma dello stato in cui versa il nostro quadro dirigente. Dall’altro lato ci mette a conoscenza di tutto un sottobosco politico che andrebbe conosciuto un po’ più a fondo. Quanti Isidori si nascondono sotto i muschiosi banchetti rivolti a Nord della Camera dei Deputati? C’è di meglio? Perché in caso di risposta affermativa, chiedo con umiltà a codesti individui di farsi avanti, di deliziarci con altre perle grottesche e retoriche. Non so a voi, ma a me il discorso di Isidori è piaciuto. Ok, un po’ sintetico, ma asciutto, allegorico, incomprensibile. Se il metro della politica è il buon governo ed il livello di buon governo è questo, allora meno Quaquaraqua e più pagliacci.<<Il popolo chiede più pagliacci, Sire>>. Che armeno se divertimo. Tra l’altro è uno di quei rari casi in cui il non-sense vince la tenzone di gradimento contro il disgusto dell’ignoranza grammaticale. Ascoltandolo viene voglia di accodarsi a quei ‘bravo, bravo’ di sottofondo, alzarsi in piedi e buttare fuori la lacrimuccia.

Purtroppo temo sia questo un ennesimo caso di bullismo e il povero Isidori una vittima di un terribile scherzo di gruppo (parlamentare s’intende, perché i leghisti si ingravidano solo tra di loro). Vessato e deriso dai suoi consimili sin dall’investitura parlamentare, ufficialmente avventa il 1° dicembre 2010 (poco prima del famoso voto di fiducia dopo la scissione di alcuni finiani, seguita dagli scontri di piazza; sì quella volta che si è esibito quell’altro grande della comicità istituzionale: l’On.Scilipoti), ad Eraldo è stata orchestrata una cazzola crudele. Con la scusa che il portavoce era malato, il vice portavoce era assente ed il vice del vice con un terribile, quanto improvvido, mal di gola, hanno imposto al povero Isidori di leggere un discorso già scritto. Confidando nella sua ingenuità e dabbenaggine, sapevano perfettamente che lui avrebbe ripetuto senza porsi domande, da bravo militante qual è. Se la racconteranno ancora tra vent’anni, alle giornate di Pontida:<< E quella volta che abbiamo fatto leggere l’Eraldo con quel discorso del cazzo sulle carceri? Ah, che risate!>>. Cose per cui val la pena andare in Parlamento, imho.

Tutto ciò solo per portare l’attenzione sulla legge elettorale detta Porcellum. Eraldo Isidori, licenza media, iscritto nella circoscrizione XIV di Macerata e 3° in ordine di preferenze della suddetta circoscrizione, non è stato da voi eletto. Egli è subentrato a Zaffini Roberto il 19 ottobre 2010, in seguito alle dimissioni, dopo appena un mese e mezzo di Montecitorio, poiché è entrato nel consiglio regionale della regione Marche. Per portare avanti battaglie leghiste come questa (parrucchieri cinesi? Non esistono parrucchieri cinesi). Oppure altre denunce di apertura mentale come questa e soprattutto questa qui: http://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/2012/01/18/654501-zaffini_vede_bene_anna.shtml, il ché fa supporre fosse un po’ una testa calda, uno poco allineato. Nel qual caso la decisione di uno pacioso come Isidori era più indicata. Ma lo Zaffini, a sua volta, subentra ad un altro candidato, questa volta eletto, e già presente in altre legislature: Brigandì Matteo. Questo è un pezzo grosso. Leghista della prima ora, avvocato personale di Bossi, cacciato da Maroni da via Bellerio dopo lo scandalo Belsito. L’Espresso poi, vi metterà al corrente di tutte le sue vicissitudini personali e giudiziarie. Cioè, questo è uno che non versa gli alimenti alla figlia perché deve dare i soldi al partito, mica fichi. Ecco lui avete, al massimo, eletto. Ma lui non c’è più. E al suo posto, oggi, c’è Eraldo Isidori che ha tutta l’aria di essere fatto di un’altra pasta. E allora mi chiedo di nuovo: quanti di questi casi esistono in Parlamento? Già che non sappiamo nemmeno bene chi c’è perché non li abbiamo eletti direttamente. Aggiungiamoci che questi si avvicendano come fossero figurine dei calciatori, per comodo, per scelta, per direttiva di partito. Cosa ne rimane del nostro voto? Chi sono questi personaggi secondari da licenza media? Davvero la Minetti ha ragione quando dice che non ci vuol niente a far politica?

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