Kill B

Da qualche parte, tra i vuoti a rendere, c’è uno spumante secco che ancora reca l’etichetta ‘da bersi solo in caso di caduta di Silvio Berlusconi’. Quella bottiglia, ora, mi sembra soltanto un sogno amaro. Lo era stato anche nel momento del brindisi, perché nel profondo la convinzione era, che senza una sconfitta (o la prigione), non ci saremmo mai democraticamente liberati del flagello degli dei, che non è Balotelli.
E’ un prezzo pesante quello che il sistema democratico ci chiede, il prezzo della smemoratezza e dell’oblio. Sono incalcolabili i motivi per cui Silvio Berlusconi è, de facto, ineleggibile. Lo dissi nel 2001 e il risultato fu la più lunga legislatura di destra (e non) della Repubblica. L’ho ripetuto nel 2008 e lo scempio s’è consumato nella sozza compravendita di onorevoli sul voto di fiducia del dicembre 2010, quando il parlamento sovrano autoproclamò l’accanimento terapeutico. Poi la bufera finanziaria, la facce corrucciate nell’Eurozona, la sfiducia dei mercati e l’inevitabile passo indietro: notare bene ‘PER SENSO DI RESPONSABILITA’. La stessa responsabilità che adesso esige l’ennesimo bagno di sangue nella vasca dei piranha.

La campagna elettorale, per quanti non lo sapessero, è già iniziata da qualche settimana, ossia dall’inizio delle visite a Milanello da parte dell’ex premier (faccio fatica anche a scrivere il suo nome). Il Milan in crisi aveva bisogno dell’apporto del re taumaturgo per guarire i mali di gioco e classifica. E, difficile da credere, le visite alla squadra hanno portato in dote punti e morale. D’altra parte l’analogia veniva da sé: il signor B è l’uomo delle riscosse, delle grandi rimonte, delle sfide impossibili e affiancare una situazione calcistica con una rimonta nei sondaggi è la norma. D’altra parte la politica è un gioco di numeri, come il calcio. Non importa giocare bene, ma giocare duro e portare a casa il risultato. Poi? Chissenefrega. E l’immonda messinscena a cui si sono prestati Allegri & Co, non fa altro che alimentare il disprezzo verso una truppa di pagliacci milionari, pronti a vendere culo e faccia, che in certi casi sono la stessa cosa. Massimiliano Allegri, detto acciughina, è forse l’emblema di questo lassismo, di questa mancanza di carattere, di questo allineamento forzoso e smidollato. E accanto all’allenatore, in rassegna, tutti i calciatori che si sono prestati a dichiarazioni del tenore ‘Silvio ci ha dato la carica’. D’altra parte il Milan era il suo unico appiglio mediatico. E Milanello, infatti, è stato teatro dell’ultima, in ordine di importanza, discesa in campo. A quel punto serviva un pretesto e questo è stato offerto dall’ingenuità del ministro Passera che dichiara: << Dobbiamo dare l’impressione che l’Italia stia andando avanti. Tornare indietro è folle>>. Il fatto è che la cosa pubblica non è pubblica. Mario Monti si è sbilanciato molte volte, masticando a denti stretti il livore verso il centro-destra, reo di aver lasciato un’eredità di conti disastrosa, sull’orlo del baratro. Ma non hai mai attaccato apertamente l’operato del precedente governo. Persino le argomentazioni del PD sono incolori (ma va?), quando si tratta di elencare lo sfacelo del governo B4. Sappiamo benissimo che l’Italia era agonizzante e le avevano preparato il lettino accanto alla Grecia, ma perché nessuno ha chiarificato la realtà dei fatti? Perché Monti, visto che è stato sfiduciato dalle stesse persone che ne hanno permesso l’insediamento (come Salvatore della Patria) e ne hanno protratto l’azione di governo non si alza e dice apertamente:<<Se votate Berlusconi siamo fottuti>>. Possibile che nessuno ripeta fino alla nausea che le misure restrittive d’austerity che hanno reso Monti inviso a varie fasce sociali, sono il risultato delle passate gestioni della Cosa Pubblica? (Lo fa solo Casini, dio mio, Casini) Possibile che nessuno nel Pdl abbia un paio di coglioni come si deve? Cosa dobbiamo aspettarci favori da Alfano o da Brunetta? Ma non vedete le facce che hanno?

A questo punto la discesa in campo di Mario Monti in una coalizione centrista è obbligatoria. Perché il quadro della situazione politica è altamente instabile e, anche se una vittoria del centro-destra è ad oggi improbabile, la personalità di Berlusconi è in grado di spostare da sola un 4-5% a livello nazionale. Contando che Fli + Udc non arrivano al 6%, che la Lega Nord vive una fase di devoluzione (non era quello che volevano?) e un dissanguamento di voti senza precedenti e una nuova alleanza con B è dietro l’angolo. Il PD fa lo spaccone senza motivo, con un leader debole ed incolore che mi ha spinto, caso unico da quando voto, a non esprimere una preferenza alle primarie. Grillo si è bevuto il cervello, letteralmente. Dispiace perché all’inizio un po’ ci credevo. Il suo post all’indomani delle dichiarazioni di ri-discesa in campo, è ignobile. Invece di schernire questa scelta politica, la utilizza come volano per irrobustire il malcontento verso Monti, facendo un favore al Pdl ed implicitamente legittimando la sfiducia al governo. Ma cos’hai nella testa? Forse sei stanco, prenditi una pausa. Tra l’altro il Movimento 5 stelle è un fattore elettorale solo a livello di proiezioni. E’ come quando nel 2006 Prodi vinse, contro tutti i pronostici che lo davano largamente vincente, per 24.000 voti rendendo la sua coalizione mastellianamente ingovernabile. M5S è, anche se Grillo non lo dirà mai, il vero specchietto per le allodole. Le persone che si vergognano di dire che votano ancora Pdl (o PD), trovano nel MoVimento un’isola ‘laica’ contro il bi-partitismo. Ma la x sul faccione barbuto non la metteranno mai. D’altra parte non è successo così anche in Sicilia? Con il candidato grillino dato in vantaggio e che invece manco è arrivato al ballottaggio. Senza contare ‘le parlamentarie’: un fallimento gestionale, politico e numerico. Il resto è ininfluente: l’Idv ha scialacquato una base elettorale consistente grazie a scandali (Scilipoti) e defezioni (Donadi). Qualsiasi alleanza possa fare, potrebbe essere addirittura una zavorra per la coalizione. Se anche Montezemolo congela il suo ‘Verso la terza Repubblica’ perché sa benissimo che quel 5-6% che, nelle più rosee previsioni, poteva portare a casa, con la ridiscesa di B sono esclusi ed è quindi inutile spendere soldi per niente. A meno che non decida di unirsi alla mega-coalizione centrista per sottrarre voti alla destra.

In tutto ciò sornione sorveglia Napolitano che, forse, al di là del senso di responsabilità da lui stesso rivendicato, non è in grado di gestire questa situazione d’emergenza. La legge elettorale, insieme al risanamento dei conti, era l’unica cosa di cui doveva farsi garante. Invece voteremo di nuovo con ‘il porcellum’ e sarà una bagnacauda di sangue.

Rimangono due soluzioni: l’istituzione di una milizia segreta denominata ‘Kill B’, oppure l’astensionismo di massa provvisto di rivolta sociale. 200-300.00o persone che, come orde barbariche, scendono dal Nord Italia saccheggiando e depredando fino ad aprirsi una breccia a Montecitorio e mandarlo a fuoco. Come in V per vendetta, il rogo del simbolo istituzionale aprirebbe vertiginosi scenari di terrore giacobino. Impiccagioni di massa di elettori Pdl per impedire. Torture e sevizie pubbliche a Santanché, Brunetta, Alfano, Allegri e tutti coloro abbiano abbassato, per l’ennesima volta, il capo.

Oppure l’esodo di massa, come fossimo un paese Nord Africano in piena rivoluzione. Siamo sull’orlo di una crisi di nervi. Sono sull’orlo di una crisi di nervi.

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