B5, affondato!

Mi chiedo a che punto possa giungere l’ingenuità di certo giornalismo e\o opinionismo politico. Si dipinge un ritratto del cavaliere come di uno sciroccato mitomane. E lo è, per carità. Ma non per quanto riguarda le strategie politiche. Al di là dell’incredibile lavoro dei suoi sondaggisti che non fanno altro che incrociare dati di settore, sono i suoi strateghi i veri artefici dell’ascesa del suo impero. Non fosse stato così avido di potere, crapulone e totalmente privo di sensibilità verso gli altri (alleati compresi), non solo sarebbe ancora dov’è stato per parecchio tempo, ma non ci sarebbe modo di scalzarlo; d’altra parte la tirannide richiede doti di leadership, ma ancora di più necessita di una capacità mimetica che lo faccia apprezzare da gran parte del popolo. Contando che questa è forse l’unica abilità politica di Berlusconi, le dichiarazioni rilasciate ieri alla presentazione del quarto libro (in questo mese) di Bruno Vespa, andrebbero valutate sotto questa luce. Possibile, si chiede un’attonita redazione de ‘La Repubblica’, che Berlusconi apra ad una coalizione con Mario Monti leader maximo dei moderati, dopo averne fatto cadere l’esecutivo? Possibile che la schizofrenia retorica di Berlusconi, che dice una cosa pensandone un’altra per poi smentirle entrambe, lo renda capace, nella stessa settimana, di attaccare con ferocia l’operato del governo tecnico, per poi offrirgli uno scambio-ricatto di poltrone?

Qual è il vero intento di Silvio Berlusconi? Bisogna ritornare per un attimo ai sondaggi;  e per sondaggi non intendo quelli che danno M5S al 18-20%. Battere una sinistra con Bersani, ancora indeciso sulle coalizioni, e sconfitto mestamente nel confronto dialettico con l’altro candidato alle primarie, Matteo Renzi, è cosa fatta. O se non altro ad arrivare al pareggio cosmico, sfruttando la legge elettorale e il prevedibile astensionismo. Mentre il Pd, inorgoglito dalla propria scintillante macchina democratica (che in altri paesi funziona da secoli), rimane tutto chiuso in se stesso a guardarsi allo specchio, lui avrebbe tutto il tempo di riconquistare l’elettorato a suon di promesse, sberleffi ed eristica della peggior specie. Il vero scopo di Berlusconi, è togliersi di torno quanti più concorrenti credibili possibile. I sondaggi parlano che l’unico personaggio della scena politica italiana attualmente in grado di batterlo, anche perché non compromesso e, nella prassi, pronto a sbugiardarlo è Mario Monti. La visione di un popolo inferocito con il governo delle tasse, è grossomodo un culto professato dai leghisti; ed anche fosse così, la sua figura rappresenta sì rigore, ma anche oggettivo senso di deferenza e rispetto. In soldoni: ci fidiamo del Professore. Mentre il Berlusconi credibile è un mito autoreferenziale creato dalla propria egomania taumaturgica. In compiere questa semplice opposizione aut-aut, Berlusconi ricomporrebbe lo strappo dei giorni precedenti, determinato dalla rabbia per certe dichiarazioni ‘offensive’ e ‘negative’ sull’operato del suo ultimo governo e, al contempo, associa il nome di Mario Monti al Pdl e ad un ambito allargato di moderati, mettendo in offside l’intero blocco centrista: Fini e Casini ritornerebbero in un blocco centro-destrorso, foriero di antiche rivalità inconciliabili, in nome di MM? Tosto che Grillo ha optato per l’harakiri (qui lo dico e non lo nego: non arriva al 10% a livello nazionale), un’eventuale candidatura di Monti al centro, con opzione a sinistra, metterebbe fine al regno di centro-destra per prossimi xy anni. E si sa che il Professore, in questi giorni, non si sente molto amico del Pdl, e il cavaliere non sottovaluta mai le motivazioni personalistiche.

Volete qualche altro esempio? Berlusconi non solo non crede a quello che dice, ma probabilmente non lo pensa nemmeno. Quando attacca la magistratura, non intende tutta la magistratura. Ma soltanto gli avvocati, i giudici ed i p.m. che ce l’hanno con lui. La magistratura è quell’organo dello Stato che gli permette di rimanere impunito e di far cadere in prescrizione la maggior parte dei reati che ha commesso. Ha utilizzato ed utilizza ogni tipo di escamotage e trucco legale per prolungare indefinitamente i processi. Una cura maliziosa e meticolosa in quella no man’s land tra legalità ed illegalità.

Togliere di mezzo Monti, o farselo amico, gli permetterebbe di dedicare tempo a tutti gli altri problemi che attanagliano il suo ‘partito’: dalla prevedibile scissione di alcuni dissidenti, fino alla anestetizzazione delle fronde dei colonnelli, per non parlare di quel lievissimo fastidio sul suo discredito internazionale. Angela Merkel ha apertamente dichiarato l’ostilità nei confronti di un B5. Chiaro, le sue rimostranze sono ormai un’antipatia personale, ma Angela non se ne abbia a male: tutti quanti pensiamo sia uno ‘c***na in*****bile’, ma questa non è politica. Lo stesso Berlusconi è il c**o flaccido di qualcun altro, c’est la vie.

Però gli credo quando dice una cosa: che torna con disperazione. Non credo sia facile essere odiati più venerati ed addirittura disprezzati da colleghi di altre nazioni. La sua disperazione è patologica: ama le folle oceaniche, ama che gli si canti il suo nome, ama l’idea di essere il vero artefice delle vittorie del Milan. Adora governare ed avere ai suoi piedi le donne di tutte le età. Il potere è il suo viagra. Non c’è nulla di responsabile in tutto ciò. E qui termina la sua ‘follia’ costitutiva che lo rende inabile a governare nell’interesse di tutti. Per il resto, quando non è dominato dal risentimento e odio aprioristico, è un’abile stratega. Pensate a come ha gestito il rottamatore Matteo Renzi o a che ardita mossa scacchistica ha orchestrato nei confronti di Monti. E’ una lucida follia, si sa. Ma ormai chi crede più alle sue parole? L’importante è che da bravo imbonitore rassicuri il suo elettorato indefettibile, quello che odia (chissà per quale ragione) le sinistre. Quello che non si pone domande, o se le pone sbagliate. Ma ciò può traslarsi in un discorso a livello locale: quale mente contorta potrebbe fregiarsi ancora del logo Pdl, se non coloro che starebbero dalla sua parte in ogni caso, anche se non ci fosse lui? Condivido pienamente le riserve che Berlusconi stesso nutre verso Alfano, ma le mie sono di tutt’altra natura. Se Monti scendesse in campo con lui o con Alfano sarebbe la stessa cosa. Ed ecco perché vuole sbaragliare gran parte degli avversari prima ancora di iniziare a duellare.

C’è un disegno abbastanza prevedibile in tutto ciò, solo ‘La Repubblica’ ne è all’oscuro.

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