Die Hard 5 (e propositi per Die Hard 6)

Le saghe filmiche, oltre il 3° episodio, sono quelle cose che ogni capitolo successivo serve per rivalutare la merda che era il precedente. Fu la fine ingloriosa di molti prodotti seriali di stampo horrorifico\fantascientifico. Sarebbe così se facessero Ritorno al futuro parte 4. L’eccezione meritevole c’è: non hanno mai fatto nemmeno un terzo film sugli Acchiappafantasmi. La validità di questa ferrea legge è intaccata dalla fluidità con cui il cinema hollywoodiano (e non) riesce a riciclare se stesso, per cui al termine saga viene affibbiato un significato fluttuante: vi si sovrappongono saghe prequel, sequel, spin off e tutto quello che serve per differenziare la stessa sbobba. Penso ai prequel della saga de ‘Il cavaliere oscuro’ di Christopher Nolan, dopo i cinque Batman targati dal binomio Burton\Schumacher. Comprendo la tendenza degli studios a privilegiare prodotti per il popolo crasso, mediamente poco acculturato e, attraversato da una istintività basica e pre-sapiens a voler veder distruggere tutto. Ma che ciò diventi un teorema cardine, mi sta meno bene. Penso che si possa far esplodere tutto, anche avendo rispetto per lo spettatore. Disgustoso malcostume che riscontro anche in un intoccabile come C.Nolan.

Cose che nel film non ci sono perché il pubblico deve raccogliere anche gli adolescenti.

Cose che nel film non ci sono perché il pubblico deve raccogliere anche gli adolescenti.

Non ci sono molte cose da dire sull’ultimo film Die Hard, diretto da Uncoglione e scritto da Conipiedi. Quello che posso dirvi è cosa non è Die Hard 5. 1) Non è ciò che dovrebbe mostrare: l’imborghesimento il falso moralismo delle majors impone standard sempre più ampi di pubblico e, in un prodotto come Die Hard, dove ci sono mortammazzati, l’unico modo per aggirare la damoclea legge morale amerigana è sparare da più lontano, così non si vede il sangue. Il fatto è che vogliono venderci un marchio, una fedeltà, e poi ci propinano un surrogato di qualcos’altro. Per dire: la scollatura della sunetta di cui sopra, nel film, non si vede (e sono andato anche allo spettacolo dopo per esserne certo).  2) Die Hard 5 non è Die Hard: è un film con Bruce Willis, che si chiama come l'(anti)eroe degli altri Die Hard, con una scimmia con la labirintite dietro la camera da presa. Non c’è una storia, non c’è un nesso logico-causale tra gli avvenimenti e l’unico punto di contatto con i capostipiti della serie sono le faccette di BW che smorfiava patetiche autocitazioni vecchie come le rughe dell’ex di Demi Moore. 3) Die hard 5 non è un film che meriti i vostri soldi: perché non dico il realismo. Siamo tutti fanatici dell’iperbolismo così umano del tenente McClane. Però quando vedrete BW surfare, con un suv Merdeces, sopra il tetto di altre automobili, in una congestionata circonvallazione di Mosca, puntando a speronare un autoarticolato (e ci riesce) e la prima ammaccatura è appunto quando inizia a speronare l’autoarticolato, il bambino che è in noi pensa: – Regista-cane, o sei stronzo col botto, oppure questa è una bella marchetta. Striscia la notizia ne farebbe una questione di tapiri.

Neanche un graffio.

Neanche un graffio.

Ma c’è una scena emblematica che riassume perfettamente le intenzioni (a fini pensionistici) che muovono l’intera operazione Die Hard 5. A mezzo film, c’è un monologo debolissimo e semi-ironico di John a suo figlio Jack (ah si, perché in quest’episodio hanno avuto l’avangardistica idea di mettere un rapporto padre-figlio, mai visto nella storia del cinema), che lo convince a continuare la missione alla quale era stato affidato (il figlio è, ta-dan, un agente della C.I.A. in Russia). Sono disarmati. Dal niente si ritrovano davanti ad uno strip-club. Mentre Jack-il figlio tenta di scassinare un’audi a caso parcheggiata davanti al locale, sbuca John-il padre e gli dice una cosa del tipo:- Forse sarebbe più facile con le chiavi-. E fa apparire le chiavi dell’audi. Così, dal niente. E non solo. Aprono il portabagagli dell’auto e dentro c’è un’arsenale.
– Come lo sapevi?- fa il vecchio Willis. – Questo locale è frequentato da ceceni e siccome è vietato portarsi armi dentro, loro le lasciano in macchina-. Semplice, no? Ricapitoliamo: loro scassinano una macchina a caso. Non sono entrati nel locale, ma BW comunque ha le chiavi. Aprono la macchina e, guardacaso, dentro ci sono granate e lanciarazzi e la scusa è che è un locale frequentato da ceceni.

Ma vaffanculo.

faccetta buffa di circostanza.

faccetta buffa di circostanza.

Propositi per Die Hard 6

– Bruce Willis viene sostituito da Ashton Kutcher e la buttiamo sul jack-ass.
– Dopo la moglie, la figlia ed il figlio introduciamo cugini e nipoti e facciamo un Die Hard collettivo. La famiglia McClane farà esplodere tutto. Per il ruolo del villain suggerirei Macaulay Culkin.
– John McClane avrà pure un fratello più giovane e pecora bianca della famiglia?
– La moglie Holly, ingiustamente assente da 3 episodi, si ritaglierà uno spin-off un po’ sex and the city ed un po’ law & order per spillarci ancora qualche dirty dollar.
– Location: Roma-Palazzo Chigi. John McClane tenta di sventare il golpe ordito dal miliardario meneghino Salvio Belsuconi per impadronirsi del potere, in mano alla sinistra dopo libere elezioni. Coadiuvato nella sua ventura da Kim Rossi Stuart nel ruolo di Belvo Somplago, Stefano Accorsi nel ruolo di Massimo Tartaglia e Valeria Marini in quello dell’esca, la task force tra mille perizie e l’esplosione di Castel Sant’Angelo, riuscirà a liberarsi degli squadristi.

 

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