L’importanza di avere una ford fiesta.

“Matteo Renzi dev’essere la metafora di qualcosa che non capisco”. cit. Voghera, Casalinga.

Stanno per essere pubblicati i sorprendenti risultati di un test che ho condotto personalmente su pazienti affetti da sindrome di Tourette e, al contempo, elettori PD, sulla rivista “Le bischerate della mente umana”: ai 141 pazienti è stata mostrata la seguente immagine e gli è stato chiesto di dire la prima cosa che passasse loro per la mente.

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Il 22% ha risposto: pene minuto; il 18% ha risposto: so’ bozzi quelli?; il  13% Berlusconi; il 10% (inspiegabilmente) Rocco Papaleo; il 7% dia’ hane; il 4% ha fatto il tipico gesto del dito medio alzato; il 2% ha detto: ma riesce a far pompini con quella boccuccia?; 1% Serracchiani. Questi i più ricorrenti, ma alcune risposte individuali meritano attenzione: menopausa; ma è il pilota dell’aereo dei Missoni?; Cicci il mostro di Scandicci; plastico di Cogne; vermo; Schettino; Dikembe Mutombo (ndr, centro della Nba di origine congolese – RDC – che ha fatto la fortuna di franchigie come gli Atlanta Hawks e gli Houston Rockets; alla domanda perché avesse dato questa risposta il paziente ha detto che lui risponde sempre “Dikembe Mutombo” ai test di questo genere, e che non sa perché).

E’ sempre lo stesso dilemma,  ovvero se sia più colpa degli autori di Pomeriggio 5, della encefalopatia cronica di Barbara d’Urso o del q.i. medio degli italiani. Direte cosa c’entra adesso Barbara d’Urso? Che se almeno Maria de Filippi ha cercato di fare una tv intelligente nei limiti della gente stupida, Barbara d’Urso non ci prova nemmeno. Ed è qui che il problema si infittisce; se possiamo accettare l’istanza che Barbara d’Urso possa presentare un programma intelligente -perché non ci vuol niente a imparare due battute- (prendete a esempio Melissa Satta che dopo 10 anni di programmi sul calcio riesce ancora a sembrare fuori contesto anche quando sbadatamente riesce a farsi inquadrare mentre sbadiglia: lo volete capire? Quella è una velina fatta e finita. Non può fare altro. Perdio sta con un calciatore negro! E’ una inaccettabile violazione dell norme di condotta Mediaset), ma non lo fa solo perché a Mediaset hanno lo sgabello con il catetere incorporato che in Rai reputano ancora di cattivo gusto, non altrettanto si può dire degli autori che pescano storie come quella del dottor Eben Alexander. L’ex neurochirurgo che durante un coma farmacologico indotto per curare una infezione da escherichia coli dice di aver visto il Paradiso. E c’ha fatto anche un libro, lo stronzo. L’ha intitolato “Proof of Heaven”, letteralmente tradotto in italiano “Milioni di farfalle”. L’avessero lasciato in idioma anglofono poteva sembrare anche un aborto letterario uscito da una improbabile unione sessuale tra Paolo Brosio e Margherita Hack, ma così assomiglia al titolo di un romanzo rosa scritto dagli sceneggiatori di Cocoon.

Eben Alexander vende 2 milioni di copie di “Milioni di farfalle” in tutto il mondo, di cui una copia a mia madre, raccontando che mentre era in coma la sua mente ha viaggiato in un luogo che ha identificato come il paradiso, dove milioni di farfalle svolazzavano ovunque e un troione a cavalcioni di un farfalla gigante veniva da lui a spiegargli i perché e i percome. Un cazzo di incubo praticamente. Soltanto a Candy-Candy strafatta di crack potrebbe piacere un posto del genere. Ha inoltre aggiunto che, da qualche parte, c’era una sorgente luminosa che se la guardavi sapevi più cose di Gerry Scotti. E poi è tornato sula tera per raccontarlo al mondo intero e magari farci qualche soldino sopra che va bene le farfalle nell’aldilà ma anche qualche pompino nell’aldiqua. E la scienza che fa? Invece di sbellicarsi dalle risate, tenta in modo farisaico di non sputtanare un laureato in medicina e fa spallucce: “bah, improbabile, ma”; “non si può mai dire”; ” vabbe’, aveva assunto un tale cocktail di farmaci che chiunque avrebbe visto la Madonna presentare Sanremo con la voce di Saviano” (in pratica la giornata tipo di Morgan). Tutti gli organi di stampa prendono molto sul serio la storia della farfalle. La Repubblica: “Quella di Alexander è un’esperienza che ha modificato profondamente una radicata visione scientifica della coscienza umana e ci ha provato che Eugenio Scalfari è effettivamente ancora vivo”. Corriere: “Non si tratta certamente del primo caso di esperienze ai confini della morte, ma di certo turba il fatto che a raccontarla sia un affermato docente di neurochirurgia”. Il Giornale si spinge oltre sulle ali dell’entusiasmo: Mai prima d’ora a provare per poi credere è stato un neurochirurgo. Un paradosso che ha costretto i suoi colleghi a inerpicarsi su su, per definizioni e confutazioni, a demolir ricordi e minimizzare sensazioni…e viva Zapata!”.

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Senonché l’Esquire se ne viene fuori con la storia che l’affermato neurochirurgo non praticava dal 2007 e aveva accumulato una serie di pendenze legali lunga come il mio pene. Un paziente che doveva essere operato alla V e VI vertebra o giù di lì, è uscito dalla sala operatoria che camminava come Pistorius in cella.
[ Pare che Stephen King abbia sceneggiato una serie tv in 3 puntate in cui il protagonista, un velocista senza gambe del Wisconsin -interpretato da un sontuoso Nicholas Cage-, accusato ingiustamente dell’omicidio della fidanzata -una ammaliante Kirsten Dunst- riesce a fuggire dal carcere in cui è condannato all’ergastolo scavandosi un tunnel con le protesi in carbonio].
La dottoressa che lo ha operato per ridurre l’encefalopatia assicura che nessuna attività cerebrale era presente nel dottor Alexander durante il coma. E che solo al momento del risveglio abbia potuto avere delle allucinazioni, evento non raro nei pazienti tenuti in coma farmacologico.
Ma se non bastassero queste deboli prove empiriche che lo stesso Alexander ha declassato come autenticamente ‘ciniche’, la prova delle prove è che il volume è edito dalla Mondadori.

Cosa c’entra in tutto questo Matteo Renzi?
Che il problema non è se Renzi ci sia o ci faccia (come la d’Urso), è relativamente un problema che Renzi sia attorniato da fedelissimi che gli scrivono solo stronzate o gli danno idee di merda (come gli autori di Pomeriggio 5). Il problema vero è che non so quanti stronzi l’hanno eletto segretario PD. Esattamente come le due milioni di persone che hanno letto delle farfalle di Alexander.

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