Genesi

Il primo giorno in cui ti rendi conto di essere, non la prendi bene. Ci piangi su e ti addormenti.
Il secondo giorno ti sei già dimenticato di essere a causa di un’impellenza ancor più radicale come la fame.
Il terzo giorno (re)impari ad essere. E’ un percorso lungo, non ci metti proprio un giorno –> è una metafora.
Il quarto giorno diventi consapevole che essere e esser-ci sono due cose diverse e che l’esser-ci non include solo te.
Il quinto giorno, di conseguenza, dovrai capire con chi vuoi esser-ci; il ché include la consapevolezza dell’importanza delle scelte.
E per garantirti dei seguaci , il sesto giorno, deciderai anche per l’essere degli altri.
Il settimo giorno smetterai di essere, esser-ci, essere per gli altri. Buio. Dissolvenza.

E in tutto questo non vi è mai menzionata la parola lavoro oppure orario di ufficio.

 

Pensateci.

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