10 cose che odio (oggi)

Ecco a voi la prima puntata della rubrica 10 cose che odio (oggi): in tempi di relativismo assiologico ciò che puoi detestare oggi non è detto che lo farai domani.

1) I pelati. Che cagare che mi fanno i pelati. Sembra che abbiano una di quelle malattie contratte dagli alieni per cui mano a mano che la calvizie avanza assomigliano sempre più paurosamente a uova di marziano di pasqua che stanno per schiudersi sulla loro merda. Tra l’altro siccome essere pelati chiama la sfiga questi proto-umanoidi si vendicano votando Pdl.

2) Le tipe che utilizzano whatsup come una chat qualsiasi misconoscendo il fatto che, ad ogni messaggio con faccina del cazzo, la suoneria del cellulare suona.

3) Le morose degli amici. I miei amici hanno la tendenza a trovarsi ragazzine con un così basso tasso tecnico di utilizzo delle attività cerebrali che hanno costantemente bisogno di essere rassicurate di essere vive. Tramite messaggi whatsup.

4) Ponendo che un maschio abbia voglia di fare sesso nel 98% del tempo che passa sveglio, rimane sempre un 2% di tempo in cui non dovete rompere il cazzo e farci giocare alla playstation 3 che altrimenti ci mettiamo 3 anni a finire Mass Effect. Più passa il tempo più le percentuali suddette tendono a riequilibrarsi automaticamente.

5) Quelli che ti dicono ” ho trovato Gesù ” ma si dimenticano sempre di dirti dove. Che poi sono gli stessi che utilizzano la domenica mattina per la Messa.

6) Toni Servillo.

7) Le ragazze che non capiscono che il trinomio sesso+tette+culo sono gli unici elementi che ci faranno propendere a stare con loro. D’altra parte l’equazione sennò sarebbe molto semplice. Preferireste il vostro gruppo di amici dove bevi, fumi, ridi e ti diverti o preferireste andare al centro commerciale?

8) Cenare nei ristoranti. Che poi litighi per cazzate e non puoi neanche alzare la voce.

9) La tecnologia. Ecco due esempi: A)Padre dimentica in auto, sotto il sole, il figlio che muore asfissiato. E’ più colpa del padre o degli alzacristalli elettrici? B) La dipendenza da tecnologia pseudo-attiva rimane latente finché non te ne liberi. Se dimentichi il cellulare a casa (a me capita sempre) dapprima ti senti smarrito, poi ti senti così libero che ti chiedi se non sia il caso di buttare anche il tablet.

10) Tutte le ragazze di nome Organo. Domani sarà il turno di Elisa.

Conosci il tuo candidato.

Renzo Francesconi, 46 anni, spilimberghese, sindaco uscente, è sposato con una figlia. Laureato alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali a Udine e alla Facoltà di Scienze Storiche a Trieste, è dipendente regionale alla Direzione Centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali.

 

Questa la biografia ufficiale sul sito del Gazzettino di Renzo, sindaco uscente e ricandidato al secondo mandato. Giusto perché sappiate per chi avete votato. E’ sposato con sua figlia.

E poi dicono che la destra è conservatrice.

Ve lo faccio vedere perché è un bell’uomo.

I will not drink anymore.

Death from outer space

Cosa accomuna Fox Moulder, Oscar Pistorius e Benedetto XVI? Forse che sono tutti e tre personaggi di fantasia? O forse più semplicemente che tutti e tre si sono alternati sulle prime pagine dei giornali questa settimana? Oddio, Fox Moulder solo per via indiretta e sulla scorta delle due leggi che da lui prendono il nome:

1) La prima legge di Moulder riprende quella di Murphy e la reindirizza in termini cosmologici: qualora la traiettoria di un meteorite transitante nello spazio incontri le coordinate terrestri, gli unici a preoccuparsi dovranno essere i russi. Legge che formalmente spiega anche il secondo assioma Moulderiano e che nega l’ipostasi di Emmerich.

2) Roland Emmerich sosteneva che in caso di attacco alla Terra da parte di esseri extraterrestri o in caso di catastrofe naturale irrimediabile, tra le quali una pioggia di meteoriti, citofonare Willis, Bruce.

Pare che lo sciame detritico del passaggio di un asteroide nei pressi del pianeta Terra, penetrato nell’atmosfera terrestre, sia stato intercettato da un missile della difesa russo a 20 km, caricato a salve. Dove? Gli Urali ovviamente. L’esplosione ha mandato in frantumi le frattaglie cosmiche, impedendo un impatto devastante al suolo, ma provocando comunque danni ingenti a persone e cose. Nell’epoca della multimedialità un fenomeno di così scarso valore scientifico, assume altro tipo di valore in termini di spettacolarizzazione e drammatizzazione.

All’origine del fenomeno non si nasconde qualche turbamento millenaristico, ma fattori prettamente umani. Un documento scottante che spiegherebbe le recenti esplosioni su Chelyabinsk, nome della cittadina che ricorda la ben più famosa Chernobyl:

Oscar Pistorius, detto il Robocop della campestre, sembra abbia ammazzato a pistolettate una figa imperiale. Lui si difende dicendo che credeva fosse un ladro penetrato nella sua abitazione, ma gli inquirenti sono piuttosto scettici. Qui un elenco di domande\pensieri che attendono risoluzione.

1) Come cazzo è possibile che un handicappato abbia in dotazione un arsenale come quello trovato a casa di Pistorius?
2) Prima di scendere per freddare l’eventuale ladro, il Pistorius si è unito ai suoi componenti robotici tipo un film di Michael Bay, oppure è strisciato stile Commando per non farsi localizzare?
3) Quale frustrante senso di inappagamento, detto anche sindrome da infermierina, pervade le donne per mettersi con uno che ha le unghie dei piedi in carbonio?
4) Se scopa(va) Pistorius con una così, c’è speranza per tutti.
5) Sarà fuori in tempo per Rio 2016?
6) Con le protesi si scaverà una via di fuga stile ‘Le ali della libertà’?

Al di là delle sciocchezze che ho scritto, è degradante, umiliante, infamante il modo che hanno gli esseri umani di trarre una conclusione o un giudizio su un fatto umano, che automaticamente condanna l’essere. Dal grande atleta che sconfigge le barriere architettoniche e mentali, si è passati all’insindacabile giudizio sulla sua gelosia, la sua vena iraconda, la sua instabilità psichica. Ma dov’erano tutti questi fattori negativi quando ci faceva due coglioni così che voleva gareggiare con i ‘normodotati’? Quella volta avremmo dovuto sparargli noi, altroché. Com’è che adesso è quasi incredibile che un uomo abbia delle pistole in casa? Forse a Tauriano (PN) è improbabile, ma un bianco a Pretoria senza armi è come un cucciolo di foca che per sbaglio s’imbarca su un peschereccio di bracconieri giapponesi.
Pur tuttavia, anche in questa circostanza, una spiegazione, per quanto metafisica, esiste:

Pistorius ha elaborato il suo sistema meccanico di locomozione grazie al lavoro di ingegnieri biomedici friulani e si è allenato per le olimpiadi nella ridente località di Gemona del friuli (UD). Gemona del Friuli è l’ultimo paese prima della Carnia, ed essendo terra di frontiera, il luogo come gli abitanti, sono del tutto particolari. E se c’è una cosa certa è che Gemona del friuli porta una sfiga tremenda.

DISCLAIMER:
Questo post è premeditato. Per la banalità e rozzezza dei (pochi) contenuti emessi ne è fatto assoluto divieto di condivisione. La condivisione dovrebbe essere un reato.

Llamame por favor.

In un trattato di sociologia trovato sul retro di uno scontrino, si teorizza che la lunga permanenza tra uomini aumenti esponenzialmente il livello di omosessualità latente, ma ciò non aiuti, in ogni caso, a ballare meglio.
I protagonisti di questo video sono soldati americani di stanza in Afghanistan che rifanno il verso alle cheerleaders dei Miami Dolphins che, a loro volta, hanno mimato una cover di una canzone pop che google translator traduce come ‘Chiamami, forse’, ma che sui mercati ispanofoni, sempre attratti dal romanticismo posticcio, traducono ‘Llamame por favor’. Ma andiamo a conoscere più da vicino i principali attori del video.

Lt. Ryan O’Brennan. Nascondendo abilmente le sue vaghe origini irlandesi, è quello con la barba rossa che appare in primo piano all’inizio del video e che ha una carnagione color chemio. Nella sequenza immediatamente successiva troviamo, distesi su lettini prendisole in dotazione alla U.S. Army, da sinistra a destra: Robert J. Kirkpatrick, mitragliere. Alfonso Maria Gutierrez, detto fake moustache, in quanto i baffi gli crescono solo da un lato (si nota bene in una sequenza successiva). Molossus of Destiny che è quell’afro-americano talmente gonfio di muscoli che non riesce mai a raggiungere la postura eretta. Alcuni sostengono che abbia il pene così grosso che quello che vedete sul video in realtà è solo il suo membro. E dulcis in fundo: Half Prick, che lo trovate mentre tenta di rimanere immobile nell’assolo successivo.

Ma nel video c’è il tempo persino per una parodia del celeberrimo film horror Tremors, con Kevin Bacon. Le bestie che escono dalla sabbia sono, in ordine cronologico: 1) Dean ‘Don’ Johnson, che oltre ad essere l’uomo con il fisico peggiore che abbia mai visto dopo Giuliano Ferrara, è tristemente famoso per essere rimasto ferito durante le riprese del video. 2) Eddie Murphy, o almeno così pare a me 3) Kevin Dust detto l’inespressivo e 4) Uno che ha mangiato un quintale di sabbia.

Nell’idromassaggio c’è gloria anche per il tenente italo-americano Mark Di Paolantonio, che da bravo italiano attaccato alla famiglia fa il motto della culla. Sotto la doccia insieme a Zinedine Zidane c’è di nuovo Eddie Murphy, O’Brennan, Di Paolantonio e Paco Mendellin che sprecano acqua nel deserto. C’è gloria anche per il figlio e nipote di O’Brennan che è quel roscio che appare per ultimo disteso nella sequenza dopo il blindato: Percy O’Toole. Mentre quello con la cartucciera piena di bumbazze e il tatuaggio di un teschio alato (fantasy rulez) è il ‘loco’ della compagnia, l’artigliere: Mike ‘madman’ Murdoch.

Thanks guys! You’ re doing a great job for your country. La nostalgia di casa mentre le vostre zoccole fanno le zoccole nella Repubblica Dominicana è una brutta bestia.

Però adesso lasciatemi masturbare con l’originale.

Starring: Slut, Bitch, Whore, Hooker, Milf e Brandy. Che poi ho fatto la conta ci sono più fighe che neuroni.

P.S. C’è anche il remix per tutti quelli, come me, che non riescono a venire in tre minuti, ma in quattro sì.

Notizie che fanno la storia.

I video più cliccati del passato weekend e di questo piovoso lunedì, in assenza di partite di calcio, sono le varie versione dell’impresa sportiva alla portata di tutti dell’austriaco Felix Baumgartner. Lo sportivo estremo si è lanciato dal quinto piano di un palazzo di 39.000 metri con solo un cappello ed un ombrello in carta di riso e canna di bambù, raggiungendo la considerevole velocità di tantissimi km\h. Le pagine centrali dei maggiori quotidiani online sono tutte dedicate all’impresa dell’uomo che supera la barriera del suono e poi la aspetta per sentirci di nuovo. Fermato da una volante della comunale Baumgartner supera brillantemente l’alcool test, ma si deve arrendere alla multa per eccesso di velocità che gli toglierà automaticamente 15 punti dal paracadute e gli costerà la bellezza di un miliardo di euro di sanzione.

Coro unanime di sublimi approvazioni per l’impresa, alla quale deve aggiungersi la mia: possibile che a qualcuno freghi davvero qualcosa di queste stronzate da malati mentali?

E per quanti ancora non lo sapessero, Baumgartner non è il primo uomo a superare la barriera del suono. Negli anni ’80 un altro grande personaggio ci è riuscito in orizzontale sul suo bolide modificato

 

Quello a destra.